Maculata concezione

un’asola
un’isola
una sola asola in
una sola isola,
non poteva nemmeno isolarsi,
l’asola sola nell’isola,
perchè era sola,
perchè era in un’isola
e perchè era un’asola.
questa asola sola in un’isola
era più sola di un’isola sola
perchè una sola isola è già qualcosa
ma un’asola sola in un’isola,
senza bottone,
è come un’isola sola
senza contorni nè mare.

l’asola sola nell’isola continuava
a piangere la solitudine

l’isola, che non riusciva
a vedere quest’asola sola,
si rese conto che anche lei era un’isola sola.
ma come facevano a non accorgersi
che erano un’isola e un’asola
e già erano in due
non si vedevano,
continuavano a pensare di essere sole.
l’asola sola più piangeva più diventava grande
l’isola sola più si asciugava gli occhi,
più diventava piccina

fino a che, senza accorgersene
entrarono l’una nell’altra,
senza bisogno del mare.
l’asola sola fece passare dentro di sè l’isola sola,
l’isola sola entrò dentro l’asola sola,
in un solo secondo, si trovarono insieme
non erano più sole,
o forse, erano sole insieme.
forse erano diventate due asole o due isole,
forse l’isola sola non aveva mai provato
il calore leggero di un’asola,
e forse l’asola non sapeva
che avere un’isola dentro di sè
ti rende davvero così poco sola.
viaggiarono insieme, per giacche e per mari.
si conficcarono, alla fine, nell’occhiolino degli umani.